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mercoledì 11 giugno 2014

-Crossroads-

Da quando Daniel era giunto in quel luogo, ormai diciotto anni prima, non era più stato in grado di lasciarlo.
Aveva dovuto imparare una lingua diversa dal suo inglese ma non gli era dispiaciuto poi molto: era una lingua a suo modo melodiosa, che pareva poesia anche quand'era prosa, sopratutto se a parlare era Sara. Lui l'aveva vista crescere e aveva imparato a parlare mentre imparava anche lei, l'aveva vista cadere e sempre aveva atteso pazientemente che si rialzasse, l'aveva ascoltata piangere e l'aveva ascoltata ridere.
Daniel era sempre rimasto legato a quell'incrocio di strade su cui si affacciava la casa color pesca di Sara ma ora lei se ne sarebbe andata, portata via dalla sua vita, pronta a muovere i primi passi verso l'indipendenza.
Erano già passati diversi mesi da quando lei aveva spedito la propria iscrizione alla Facoltà quindi tutti aspettavano la partenza di Sara con trepidazione: un passo importante che l'avrebbe tenuta lontana da casa per mesi. Suo padre si era offerto di accompagnarla alla stazione. Anche Daniel avrebbe voluto andare con loro, abbracciarla prima che salisse sul treno e augurarle buona fortuna ma lui era troppo legato a quell'incrocio di strade per abbandonarlo anche se ciò fosse stato, come in quel momento, la cosa che più desiderava al mondo.
Sara aprì la portiera della macchina e con la mano salutò la madre che, dopo i saluti di rito, ancora, dalla finestra della casa color pesca, le sorrideva orgogliosa. Fu un grido involontario, Daniel aveva giurato a se stesso che non avrebbe detto nulla, che avrebbe accettato quella lunga solitudine e tuttavia:<<Sara, non andare!>>. Lei si guardò attorno, solo per un attimo le era parso di sentire un dolore silenzioso, una sensazione provocata da qualcosa che consciamente si sa non esserci. Sara corrugò le sopracciglia confusa, forse era meglio aspettare, ritardare ancora di qualche giorno... salì ugualmente in macchina; Daniel la guardò andarsene, mentre lasciava quell'incrocio in cui lui, diciotto anni prima, aveva perso e poi ritrovato la vita.



3 commenti:

  1. Wow... Non ho altre parole...

    Maira

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  2. Racconto breve, ma molto intenso :)

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  3. Grazie signore ;)
    Al momento sto covando un nuovo racconto (neanche fosse un raffreddore xD) ma non so se oggi riesco già a postarlo ma farò il possibile :3

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